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La passione per la lavorazione del vetro e l'organizzazione produttiva moderna e dinamica consentono di realizzare su progetto componenti in vetro tecnicamente perfetti e di rispondere alle esigenze mutevoli del cliente. Nel laboratorio vengono create lavorazioni artigianali del vetro per uso chimico e farmaceutico, come acidimetri, agitatori a bacchetta o a siringa, apparecchi di idrolisi, bicchieri, bolle, aste in vetro, bottiglie, contenitori, beute di Erlenmeyer e la manutenzione e riparazione di parti in vetro.

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La soffiatura del vetro è un processo nel quale degli oggetti vengono formati forzando aria in una “goccia” di vetro fuso . Questa tecnica fu inventata dai Fenici nel I° secolo a.C. Prima di allora gli oggetti di vetro venivano prodotti ricoprendo un nucleo della forma desiderata con uno strato o dei filamenti di vetro fuso, ai quali si dava successivamente la forma del nucleo durante una serie di ulteriori riscaldamenti.
Utilizzando un tubo di ferro detto “ canna”, l'artigiano preleva dal forno a crogiolo , detto “padella”, la quantità di vetro fuso sufficiente per la realizzazione dell'oggetto. Essendo il materiale simile ad una pasta , la porzione prelevata prende la forma di una grossa goccia chiamata “ bolo “ o “pera”  che è troppo fluido e tenderebbe a cadere, per cui viene raffreddato facendolo roteare su una piastra metallica con la canna in posizione orizzontale. Poi l'artigiano pone la canna in posizione verticale e comincia a soffiare aria dentro il bolo, che gradualmente si gonfia. Per ottenere la forma desiderata è necessario procedere in più tempi, riscaldando solo la parte dell'oggetto che deve essere allargata. Alla sfera vengono date forme diverse dal soffiatore utilizzando dei semplici attrezzi e contemporaneamente ruotando velocemente il tubo sul banco.
In Valle Camonica è un mestiere che è stato importato, e che solo in pochissimi sanno fare e proprio per questo va riscoperto e valorizzato come un’innovazione per le produzioni del territorio.